Esistono magazine americani che ogni tanto raccontano, come aneddoto, della usanza italiana di vestire con decoro, in base all’occasione, all’orario della giornata, alla professione, al ceto sociale.
In Italia è importante il modo in cui si appare”, concludono.
E non ho ancora capito se è una critica o un complimento.


Armani
ha portato sulla passerella milanese una collezione AW2016-17 che in effetti rafforza questa credenza d’oltreoceano, forse vera fino a qualche anno fa.

I modelli declinano il Black Velvet in una atipica versione da giorno.

Il pantalone di velluto nero (a casa mia off limits, per via dei gatti…) viene eletto a capo base, ha una linea morbida ed è ravvivato dalla combinazione con giacche dalle spalle più o meno stondate, ma comunque attillate, fatte di tessuti, colori e fantasie contrastanti e completate da soprabiti ed accessori dall’eleganza discreta e funzionale.

Di sera il velluto torna al suo classico glamour: l’abito diventa lungo, arricchito da pizzi e paillettes. Sempre e ancora nero anche se non si tratta mai di un total black perché l’uniformità del colore viene frantumata da alternanze di tessuto lucido e opaco o anche sparkling, come direbbero gli americani di poc’anzi, che donano all’insieme movimento e leggerezza.

Leggerezza che caratterizza anche la sfilata di Emporio Armani, in cui le lunghezze e le linee dei vestiti richiamano quelli visti nell’Haute Couture parigina, con gambe in evidenza e silhouette slanciate.

Una strizzatina d’occhio ad abbinamenti dèco con vinile nero lucido e fantasie geometriche che “disturbano” l’armonia dell’insieme con i loro colori fosforescenti.

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